blow up review

stefano i. bianchi
Blow Up/26/27
www.blowupmagazine.com

Christof Kurzmann era uno dei responsabili (in quell`occasione al clarinetto) dell`ottimo album della Charhizma inciso a nome collettivo insieme a Dafeldecker, Fennesz, O`Rourke, Drumm e Siewert e recensito nel numero 18 del giornale; qui lo troviamo ai comandi d`un powerbook accanto al chitarrista e percussionista Burkhard Stangl dei Polwechsel, viennese come lui. Immaginate le "scariche elettrostatiche" utilizzate talvolta come fonte di ritmo dai Pan Sonic, immaginatele meno "impostate" e aggiungete loro rintocchi chitarristici vaghi ed eventuali accanto a qualche baluginante soffio di fiato ed avrete Nordrand, il pezzo electronico. Immaginate gli stessi fantasmi di corde e clarinetto ma poneteli su un letto di rumore ovattato e confuso da rintocchi ecchegiati di piano e gentilezze grattugiate alle corde ed avrete Sans Soleil, il pezzo ambient. Se invece mettete insieme un ronzio che cresce insieme a una serie di rigurgiti e pennate di chitarra avrete Passion, il pezzo free noise. Se invece volete varietā d`accenti e toni (pur nella spartane veste che contraddistingue tutto l`album) č in einem Jahr mit 13 Monden che dovrete ascoltare, prima mormorio d`insetti da videogioco che ironizzano accanto a un `austera chitarra twangin`che piacerebbe a Ry Cooder, poi percussione, sinfonia intimista, lamento, meditazione - il pezzo wave. Definizione di comodo, chiaramente, ch ogni altro strumento oltre la chitarra č inesistente - ho usato i termini solo per intendersi. I titoli dei pezzi rimandano ad altrettanti film che hanno ispirato gli autori ( un anno con 13 lune di Fassbinder, Passion ecc.) Quest`album misterioso e straniante in cui la somma casuale di singole parti dā sempre risultati completi. Quest`album piccolo e povero, modesto e luminoso. Per la semplicitā oggetiva dei suoni - che sono (o almeno appaiano) pochi, radi, calibrati, equilibrati - dā senso alla propria esistenza , sono compiuto che nasce da calcolo, idee, svolgimento: non semplice casualitā e tantomeno arroganza ma arte sul serio.